Quando tuo figlio non ti ascolta: 5 strategie per costruire una relazione serena.
Come comunicare meglio con tuo figlio: 5 consigli per favorire ascolto, empatia e collaborazione.
Cinque passi per ascoltare ed essere ascoltati
Una delle richieste che ascolto più spesso dai genitori che incontro nel mio lavoro di educatrice e psicomotricista è quella legata alla difficoltà nel comunicare con il proprio figlio . Molti desiderano creare un dialogo sereno con i propri figli, ma nella quotidianità si trovano a gestire opposizioni, capricci o conflitti che rendono la comunicazione in alcuni casi veramente difficile. Ma c’è una buona notizia ed è che comunicare in modo efficace è una competenza che può essere sviluppata e allenata e per farlo è necessario seguire degli step..vediamo quali!
1. Ascolta prima di correggere
In quanto adulti il nostro impulso naturale è spesso quello di spiegare, correggere o trovare subito una soluzione quando un bambino ci racconta un suo vissuto o prova ad esprimere una sua emozione. Tuttavia, i bambini hanno bisogno innanzitutto di sentirsi ascoltati. Quindi prova a fermarti qualche minuto e a prestare attenzione a ciò che sta dicendo, senza interrompere e senza formulare immediatamente un giudizio.
2. Accogli le emozioni, anche quelle difficili
Spesso ci capita di utilizzare frasi come “Non è successo niente” o “Non devi piangere”, ovviamente pronunciate con le migliori intenzioni, ma sai che possono far sentire il bambino poco compreso? Sarebbe più utile riconoscere ciò che prova provando ad empatizzare dicendo: “Capisco che tu sia arrabbiato.”, ”Immagino che questa situazione ti abbia fatto stare male.”, “Vedo che sei molto deluso.” In questo modo predisporrai il bambino a sentirsi più compreso ed accolto favorendo, così, il dialogo.
3. Comunica guardandolo negli occhi
Una cosa importante da sapere è che la comunicazione non passa solo dalle parole, ma anche dalla gestione dello spazio. Abbassarsi alla sua altezza, stabilire un contatto visivo e usare un tono di voce calmo può sostenere positivamente la comunicazione aumentando notevolmente l’efficacia del messaggio. Questo aspetto è particolarmente importante nei bambini più piccoli, che comprendono molto attraverso il linguaggio corporeo.
4. Evita etichette e giudizi
“Sei sempre distratto”, “Sei pigro” , “Non ascolti mai”, “ Sei sempre il solito” ..queste frasi rischiano di diventare etichette che il bambino interiorizza.
Quello che consiglio sempre è che è preferibile descrivere il comportamento osservato e spiegare cosa ci aspettiamo spingendo così il bambino verso l’azione piuttosto che giudicare negativamente ciò che è accaduto. Utilizza quindi frasi come: “Vedo che i giochi sono ancora per terra. Ti chiedo di metterli a posto prima di iniziare un’altra attività.” In questo modo insegnerai al tuo bambino a non essere giudicante.
5. Dedica ogni giorno un momento di connessione
Non servono ore o attività super strutturate. Anche dieci o quindici minuti al giorno di attenzione esclusiva, come leggere una storia insieme o giocare a terra, possono rafforzare il legame e migliorare di conseguenza la comunicazione, l’importante, durante questi momenti, è seguire l’iniziativa del bambino, lasciando spazio alla spontaneità.
In conclusione, a volte dietro comportamenti oppositivi, chiusura emotiva, scoppi di rabbia frequenti o difficoltà relazionali possono esserci bisogni che il bambino non riesce a esprimere attraverso le parole. In questi casi, un confronto professionale può aiutare a comprendere meglio la situazione e individuare strategie educative più adatte.


